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Claudio e i giovani

famiglia

L'associazione Claudio e i giovani promuove l'esperienza della casa-famiglia quale luogo primario di crescita per l'individuo e si prefigge lo scopo di offrire accoglienza e sostegno ai bambini che si trovano in situazione di bisogno e disagio sociale ed anche ai genitori in difficoltà.

In particolare l'associazione provvede a sopperire ai bisogni fondamentali quali nutrimento, salute, istruzione, benessere psicofisico e sviluppo della personalità.

Il progetto ha lo scopo di promuovere l'attività dell'associazione, organizzare iniziative per reperire fondi ed effettuare le pratiche di riconoscimento e accreditamento della casa-famiglia.

E-state insieme

Il progetto consiste nel prolungamento dell’esperienza di centro estivo che l’associazione Homo viator già realizza. Nell’estate 2013, il centro estivo verrà prolungato da due a sei settimane, dal lunedì al venerdì. Sempre per andare incontro alle esigenze di tanti genitori che non potrebbero venire a prendere i bambini per la pausa pranzo, anche l’orario sarà prolungato (dalle 8.00 alle 18.00). Oltre a questo prolungamento del centro estivo nei mesi tra giugno e luglio, verrà realizzato anche un rientro anticipato al doposcuola nel mese di settembre 2013 (dall’uno fino al termine delle vacanze, per aiutare i bambini a completare i compiti e, per quelli di origine straniera, a riprendere la lingua italiana interrotta nel periodo delle ferie

Genitori in controtendenza: accogliere i bambini e camminare con le loto famiglie

disegno con mamma, papà, bambino e una casa

La famiglia è il pilastro fondamentale di una società e se si desidera vivere in una società sana, stabile e sicura, è più che mai necessario offrire aiuto e sostegno qualificato a tutte le famiglie, in primis a quei nuclei familiari che attraversano momenti di crisi e difficoltà. Il presente progetto quindi intende sostenere e qualificare le attività di sostegno a famiglie e minori in difficoltà promosse da un gruppo di associazioni del comprensorio forlivese che da diverso tempo offrono servizi di aiuto per nuclei familiari in crisi.

I nuovi scenari della genitorialità

Gli scenari con i quali la genitorialità deve confrontarsi sono sempre più complessi e mutano con sorprendente velocità, ponendo gli operatori dell’infanzia e dell’adolescenza di fronte a problematiche nuove ed estremamente diverse, che necessitano di approcci integrati  e multidisciplinari capaci di coinvolgere i vari servizi sociali, educativi e psicologici. Anche il volontariato è interpellato dall’emergenza educativa ed alle associazioni coinvolte nel progetto sembra utile favorire una riflessione e un linguaggio comune, con l’aiuto di esperti di livello nazionale ed internazionale che consenta di individuare concreti strumenti di lavoro

Il figlio che ero, il genitore che sono

Le associazioni di volontariato di Modigliana e Tredozio sono coinvolte dall’emergenza educativa e dall'aumentato disagio infantile e desiderano dare il loro piccolo ma importante contributo per una comunità più serena e sana. Il volontariato spesso non è in grado da solo di “sanare” situazioni già esplose, ma può fare è lavorare in un’ottica di prevenzione

Il filo di stagno

L'associazione "Il filo di stagno" gestisce da oltre 10 anni un centro estivo rivolto a minori in età scolare dai 6 ai14 anni; dal 2008 il Comune di Forlì, pur riconoscendo a chi ne possedeva i requisiti l'accreditamento del servizio, non eroga contributi a sostegno di questa attività, che risponde ai bisogni di tante famiglie e bambini. In un periodo particolarmente difficile, soprattutto per la congiuntura economica che attraversa il nostro Paese, le famiglie necessitano di un costante aiuto, in particolare per l'accoglienza estiva ed il sostegno educativo, quando i ragazzi non frequentano la scuola. Per questo motivo l'associazione, con le proprie risorse economiche e con il sostegno della Parrocchia San Giovanni Battista in Coriano di Forlì, continua a realizzare il centro estivo per quattro settimane con l'obiettivo di mantenere inalterate le rette di iscrizione e favorire, comunque, la partecipazione dei bambini anche quando le famiglie non possono sostenere i costi della retta

Insieme per crescere

Il progetto è volto ad accompagnare le dinamiche di crescita dei minori con vissuto di abbandono, in relazione alle possibili ricadute negative nella sfera dell’apprendimento e del comportamento, che spesso generano nei minori un disagio nel lavoro quotidiano all’interno dell’istituzione scolastica. Si è osservato infatti che talvolta i bambini adottivi e in affido incontrano nella scuola difficoltà relazionali che interagiscono e interferiscono con le dinamiche di apprendimento

L'ancora del bene

bambini a scuola

Questo progetto si pone in continuità con il percorso cominciato nell’anno 2009-2010 rivolto a bambini con vissuto di abbandono passato o presente (bambini adottati, affidati, figli di separati, figli di vedovi, ecc.) che vivono e manifestano un disagio nell’ambiente scolastico di varia tipologia, sia comportamentale-relazionale, sia dell’apprendimento che causano una perdita della motivazione ad apprendere con conseguente aumento del rischio di dispersione scolastica. Il progetto intende sostenere, attraverso l’opera e la professionalità dei volontari e dei tutor, i minori che sono stati oggetto di presa in carico nell’anno 2009-2010 e ampliare la presa in carico per offrire sostegno a nuovi minori che necessitano di un intervento di questo tipo.

La scuola che vorrei

Questo progetto intende dare risposta al crescente al disagio scolastico, attraverso l'attivazione di  percorsi personalizzati di aiuto allo studio. I volontari impegnati in queste forme di sostegno a studenti con difficoltà dovranno acquisire nuove competenze per fronteggiare le situazioni che incontrano nella loro opera di volontariato: sempre più spesso emergono problematiche riguardanti le fasce più giovani della popolazione e che richiedono un tipo di competenza ancora da acquisire o comunque da sviluppare ed approfondire

Laboratorio D.S.A.

Il progetto intende sviluppare e consolidare le attività del primo centro post-scolastico per le difficoltà e i disturbi dell’apprendimento a Forlì, nato dalla sperimentazione iniziata dalle associazioni nel 2009.  Il progetto si propone di rispondere a queste difficoltà proponendo percorsi individualizzati in piccolo gruppo con il sostegno di volontari ed integrando ruoli e professionalità diverse: medici, psicologi, insegnanti, educatori, volontari e famiglie.

Liberi di fare il proprio dovere

Logo solindi

L’associazione, è nata da poco tempo, ha quindi la necessità di farsi conoscere alla cittadinanza e promuovere le proprie attività in particolare verso i giovani, potenziali nuovi volontari.

Mamma tata

Il progetto si propone di porre rimedio all’attuale insufficienza dei servizi per la prima infanzia e alle difficoltà di molte donne lavoratrici che si trovano spesso a dover scegliere tra il lavoro e l'accudimento dei propri figli. Il lavoro femminile è prevalentemente svolto in campo socio-assistenziale, commerciale o turistico, con le caratteristiche che questi lavori comportano, ossia turni o fasce orarie molto ampie magari concentrate in brevi periodi. Allo stesso tempo, è sempre più difficile per le donne lavoratrici riuscire a trovare negli strumenti tradizionali dei servizi all’infanzia (asilo nido e scuola materna) una risposta compiuta alle proprie necessità

Non lasciamoli soli

Nel comprensorio del Rubicone stanno emergendo negli ultimi anni alcuni preoccupanti fenomeni sociali, tra cui:
- famiglie sempre meno numerose e con minori legami relazionali che rendono difficile la conciliazione dei tempi di cura dei figli con quelli di lavoro,
- incremento del numero di famiglie in difficoltà economica a causa del costo della vita e dei fenomeni di nuove povertà,
- notevole aumento della popolazione immigrata e di bambini stranieri con le problematiche dell’integrazione,
- elevato numero di ragazzi ed adolescenti, anche espulsi dal mondo scolastico e/o del lavoro (ragazzi drop out) che vengono a contatto con comportamenti a rischio o abusano di sostanze psicoattive (alcool e droghe)

Piccoli cittadini del mondo

Le associazioni della rete, dall’esperienza maturata in questi anni, hanno deciso di continuare ad orientare i loro sforzi sia verso la loro formazione dei volontari, ritenuta indispensabile oggi più che mai, sia verso la promozione di attività a favore di minori e famiglie

Piccolo mondo

Logo associazione Piccolo Mondo

L’ associazione Piccolo Mondo è nata nel 1996 e si propone di aiutare minori cosiddetti di Chernobyl, riempiendo i vuoti imputabili all’anaffettività e al senso di abbandono in cui questi giovani vivono (poiché vivono in istituti,essendo  prevalentemente orfani, o orfani sociali); accoglie quindi 200 bambini e ragazzi entro i 18 anni presso famiglie associate, consegna direttamente aiuti umanitari e fa progetti di cooperazione in loco. Ha presentato questo perchè l’associazione ha la necessità di reperire nuove risorse per ampliare l’attività e soprattutto per sensibilizzare la cittadinanza a queste problematiche e trovare sempre nuove famiglie sul territorio disposte ad accogliere minori. 

Prevenzione della dispersione scolastica

banchi di scuola

Il progetto intende sostenere il lavoro di alcune associazioni che nel circondario di Cesena svolgono attività sociali ed educative nei confronti di bambini, adolescenti e ragazzi.  L’ambito di intervento è quello socio-educativo ed in particolare la prevenzione del disagio giovanile  che si manifesta anche nel fenomeno della crescente dispersione scolastica e nell’emergenza educativa.
Le organizzazioni coinvolte, infatti, promuovono attività finalizzate ad accrescere la capacità di fronteggiare esperienze critiche del percorso di crescita dei bambini e degli adolescenti, attraverso momenti di incontro, aggregazione e confronto tra coetanei e iniziative di supporto a genitori ed educatori, per  scongiurare il rischio che questi ragazzi vengano esclusi dal sapere, trasformandosi in adulti a rischio di sottoccupazione o disoccupazione.
Il progetto si articola in 3 azioni: supporto alla raccolta fondi per le associazioni, formazione dei volontari, informazione e promozione rivolta al territorio di riferimento sul disagio giovanile e l’emergenza educativa.
La dispersione scolastica appare uno degli effetti del disagio giovanile, che si manifesta ad ogni livello, familiare, scolastico e lavorativo, anche per la mancanza di chiari riferimenti educativi. Esso si manifesta in  fenomeni “acuti” (tossicodipendenza, devianza,..), ma anche in forme meno visibili come insicurezza e dispersione scolastica, difficoltà familiare, problemi di relazione sociale, difficoltà di crescita. Anche i Piani Sociali di Zona stanno prendendo in sempre maggiore considerazione queste problematiche e gli Enti Locali avvertono la necessità dell’ausilio delle Organizzazioni di Volontariato per provvedere ad una risposta adeguata.

Prevenzione e cura dei disturbi dell'apprendimento

Il progetto si propone di fornire un valido sostegno alle associazioni di volontariato impegnate con bambini e ragazzi affetti da disturbi dell'apprendimento, tramite un servizio di accompagnamento e con l'ausilio di nuove tecnologie e software specializzati che necessitano di adeguata formazione per i volontari che le dovranno impiegare

Relazioni di bene

Il progetto è volto ad accompagnare la crescita dei minori con vissuto di abbandono (figli adottivi o in affido, figli di genitori separati, figli di immigrati, ...), con particolare attenzione alle possibili conseguenze negative nella sfera dell’apprendimento nel rapporto con l'istituzione scolastica. Questi minori, infatti, risultano più vulnerabili a difficoltà emotive e relazionali, con conseguenze nello sviluppo dell'identità e nella costruzione autonoma di un proprio percorso formativo, educativo e scolastico

Rilanciare l'accoglienza

Il progetto intende affrontare le situazioni sempre più complesse con le quali la genitorialità deve confrontarsi, formando ed aggiornando volontari ed operatori dell’infanzia e dell’adolescenza su problematiche nuove ed estremamente diverse, che necessitano di approcci integrati  e multidisciplinari capaci di coinvolgere i vari servizi sociali, educativi e psicologici. Il progetto si prefigge inoltre di promuovere l'esperienza dell'accoglienza e dell'affido familiare

Riprendere il largo

Il progetto “Riprendere il largo” nasce dalla necessità di continuare a promuovere l’esperienza dell’affido familiare per allargare la rete delle famiglie accoglienti, attraverso corsi di formazione e gruppi di auto mutuo aiuto (azioni presenti nel progetto “Prendere il largo”, attualmente in fase di chiusura). I corsi di formazione e i gruppi di auto mutuo aiuto realizzati attraverso il precedente progetto hanno raggiunto i seguenti risultati:

  • hanno rafforzato la collaborazione tra gli Enti Pubblici, Servizi Sociali e associazioni;
  • hanno dato risposta ai bisogni formativi delle famiglie di Bertinoro attraverso un corso di formazione per genitori, cui hanno partecipato dalle 50 alle 80 persone per serata;
  • al termine del corso, si è costituito un nuovo gruppo di auto mutuo aiuto composto da sei coppie

Seminare per raccogliere

Il progetto intende creare occsioni di incontro e sostegno alle famiglie di origine italiana o immigrata che vivono nel territorio cesenate attraverso azioni che, come “semi” coltivati all’interno della comunità, possano portare a raccogliere frutti di una piena integrazione sociale degli individui e delle famiglie con maggiori difficoltà. In particolare, i cardini del progetto sono la creazione ed il sostegno di attività rivolte ai bambini in orario extrascolastico (ludiche, educative, di sostegno all’apprendimento scolastico, di apprendimento della lingua italiana o della lingua madre), ai loro genitori (informative e culturali) ed attività rivolte agli adulti immigrati (corsi di lingua italiana L2)

Supporto a famiglie fragili

Il progetto intende supportare principalmente le famiglie che hanno fragilità legate alla sempre più difficile conciliazione tra famiglia e lavoro o alla presenza di un familiare malato di Parkinson o Alzheimer.
Oggi moltissimi nuclei familiari hanno il problema di collocare i propri figli durante l’orario lavorativo non coperto dall’impegno scolastico (sostanzialmente, i pomeriggi e l’estate). Il progetto offre un ventaglio di opportunità educative per le famiglie che hanno difficoltà organizzative legate ad impegni di lavoro (centri estivi, doposcuola, tutoraggio a domicilio, …), opportunità dislocate non solo nei due grandi centri urbani (Forlì e Cesena), ma anche in territori decentrati (Longiano, S. Sofia, Galeata, Premilcuore, Modigliana).
Oltre ad attività educative rivolte a bambini e ragazzi, il progetto propone anche iniziative rivolte ai genitori, nella convinzione che non basta intervenire sui figli per migliorare la condizione delle famiglie del nostro territorio, ma occorre agire anche sulla coppia genitoriale, offrendo occasioni di incontro, formazione e scambio.
Infine, un’azione è specificamente rivolta a familiari di persone ammalate di Parkinson e Alzheimer.
Vi è poi l’azione 4 a favore delle popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma, che non è ancora stata costruita nella sua interezza: le associazioni, per il momento, hanno raccolto i bisogni ed ipotizzato possibili attività, che devono essere condivise con il Comune di Mirandola

Sviluppo Compagnia della Ghironda

La finalità principale dell’associazione è quella di promuovere l’integrazione sociale nel territorio e l’aggregazione giovanile, in favore di bambini e ragazzi ed in particolare di minori in affidamento al servizio sociale che provengono da situazioni di disagio o degrado famigliare provenienti anche da altri territori. L’associazione ha presentato questo progetto per essere aiutata nel farsi conoscere dalle altre associazioni del territorio, dagli enti e dal pubblico in genere; nel reclutare nuovi volontari e nell'organizzarsi a livello amministrativo, fiscale e progettuale.

Per maggiori informazioni sull'asociazione Compagnia della Ghironda clicca qui

Sviluppo del Consultorio Ucipem di Forlì

L’associazione opera nell’ambito dell’assistenza sociale alla persona e intende promuovere e sviluppare attività di consultazione e consulenza sui problemi inerenti la persona, la coppia, il matrimonio, la vita coniugale e familiare.
Attività:
- gestire consultori aperti al pubblico ove presteranno la loro opera esperti nel campo medico, giuridico, psicologico, teologico, morale e sociale
- favorire la nascita di corsi e convegni di formazione e approfondimento culturale
- promuovere attività culturali (convegni, assemblee, mostre
- promuovere ed organizzare raccolte fondi occasionali

Un po' di tempo per noi

Il progetto intende sviluppare esperienze di volontariato all'interno del Villaggio Mafalda, gestito dall'Associazione e dalla Cooperativa Sociale “Paolo Babini”. L’attivazione del Villaggio a luglio 2008 ha permesso la risposta ad una serie di bisogni sociali delle famiglie del territorio

Volontari per prevenzione e cura disturbi dell'apprendimento dell'età evolutiva

Il progetto è orientato a bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento, il cui numero è in costante aumento: i bambini che presentano difficoltà scolastiche sono oggi in Italia circa il 16%, di questi il 4% manifesta disturbi di apprendimento. Le azioni del progetto rispondono ad un'importante richiesta di intervento e sostegno ricevuta dalle associazioni da parte di famiglie, insegnanti e scuole

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