Contributo a fondo perduto per enti non commerciali in possesso di partiva iva

Da Martedì 30 Marzo 2021 a Venerdì 28 Maggio 2021 alle ore 23:45

Tale strumento ha l’obiettivo di sostenere economicamente i soggetti e le attività più colpite dall’emergenza epidemiologica, nel solco di quanto fatto dal precedente Governo con il contributo previsto dapprima dal decreto “Rilancio” e poi dal decreto “Ristori”.
Sul sito dell’Agenzia delle entrate è possibile consultare una sezione appositamente dedicata a tale misura di sostegno (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/contributo-a-fondo-perduto-ds/come-si-calcola-il-contributo-ds), così come scaricare e consultare la completa ed esaustiva guida operativa (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/233439/Contributo_fondo_perduto_decreto_Sostegni.pdf/)
I soggetti e le condizioni per poterne usufruire
Il contributo può essere richiesto dai soggetti titolari di partita iva che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo, o che sono titolari di reddito agrario, residenti o stabiliti in Italia.
Possono richiedere il contributo anche gli enti non commerciali di cui all’art. 73, c. 1, lett. c) del dpr 917 del 1986, che esercitano attività commerciale in via non esclusiva né prevalente, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Non lo possono quindi richiedere le associazioni e gli altri enti non profit (ad esempio fondazioni, comitati) in possesso del solo codice fiscale, non svolgenti alcuna attività commerciale.
Non possono presentare richiesta i soggetti che abbiano cessato la partita iva al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto “Sostegni”) o che l’abbiano aperta a partire dal 24 marzo 2021.
La prima e fondamentale condizione affinché un ente non profit possa accedere al contributo è che l’organizzazione abbia avuto un volume di ricavi commerciali non superiore a 10 milioni di euro nel secondo periodo di imposta antecedente a quello in corso al 23 marzo 2021. Per gli enti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare si fa riferimento all’esercizio 2019; per un ente che ha, invece, l’esercizio che parte il 1° luglio e termina il 30 giugno, il riferimento è invece l’esercizio 2018/2019.
È inoltre richiesto che sia presente una delle seguenti condizioni:
- l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 deve essere inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. Per calcolare l’ammontare complessivo del fatturato in ciascuno dei due esercizi si deve fare riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi;
- l’attivazione della partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.
Agli enti non profit che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta quindi anche in assenza del calo del fatturato di cui alla lettera a). Tali soggetti non devono considerare l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi la cui data di effettuazione dell’operazione cade nel mese di attivazione della partita Iva: a titolo di esempio, se l’ente ha attivato la partita Iva il 10 aprile 2019 conteggerà il fatturato e i corrispettivi per il 2019 avendo riferimento ai mesi da maggio a dicembre.
Le modalità di calcolo del contributo
Il contributo spettante agli enti in possesso dei requisiti è calcolato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. La percentuale applicabile è stabilità in base al volume dei ricavi commerciali relativi al secondo periodo di imposta antecedente a quello in corso al 23 marzo 2021, secondo le modalità che seguono:
- il 60%, se i ricavi e i compensi sono stati inferiori o pari a 100.000 euro;
- il 50%, se i ricavi e i compensi sono stati superiori a 100.000 euro ma non hanno superato i 400.000 euro;
- il 40%, se i ricavi e i compensi sono stati superiori a 400.000 euro ma non hanno superato 1.000.000 di euro;
- il 30%, se i ricavi e i compensi sono stati superiori ad 1.000.000 di euro ma non hanno superato l’importo di 5.000.000 di euro;
- il 20%, se i ricavi e i compensi sono stati superiori a 5.000.000 di euro ma non hanno superato l’importo di 10.000.000 di euro
Per tutti i soggetti, l’importo massimo erogabile non può superare i 150.000 euro; allo stesso modo, il contributo è comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per gli enti.
Natura del contributo e concorso alla formazione del reddito
Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte dirette, non assume rilevanza nella determinazione della base imponibile dell’imposta regionale sul valore aggiunto (Irap), non incide sul calcolo degli interessi passivi deducibili ai sensi dell’art. 61 del dpr 917 del 1986, e non incide sulla deducibilità dei costi diversi dagli interessi passivi di cui all’art. 109, c. 5 dello stesso dpr.
Sulla base di un’opzione, irrevocabile, che il soggetto richiedente esprime nell’istanza al contributo, l’Agenzia delle entrate eroga l’intero contributo spettante mediante bonifico sul conto corrente dell’iban intestato (o cointestato) al richiedente o mediante attribuzione di credito d’imposta da utilizzare in compensazione.
I termini e le modalità per presentare la domanda
I termini e le modalità di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto sono contenute nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 marzo 2021 (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/3344901/Provvedimento-CFP-23.03.2021.pdf/30cdb798-9472-1e4b-548d-b268c7a7d1bc).
L’istanza può essere predisposta ed inviata all’Agenzia delle entrate a partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021.
L’istanza deve essere presentata esclusivamente in via telematica mediante:
- procedura web nel portale Fatture e Corrispettivi del sito web dell’Agenzia delle entrate;
- software di compilazione e successivo invio attraverso il Desktop telematico.
L’istanza può essere inviata direttamente dagli interessati (se abilitati all’utilizzo dei servizi telematici) o tramite gli intermediari abilitati (Caf o commercialisti).
L’istanza dovrà contenere, tra gli altri, i seguenti dati:
- il codice fiscale dell’ente che richiede il contributo e del suo rappresentante legale;
- l’iban del conto corrente su cui eventualmente accreditare la somma, intestato o cointestato al soggetto che richiede il contributo;
- tutti i dati necessari a determinare la spettanza e l’ammontare del contributo, tra i quali la fascia dei ricavi commerciali conseguiti nel 2019 e l’ammontare medio mensile del fatturato del 2019 e del 2020.


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