Bando per la realizzazione di eventi culturali collaterali alla mostra "Dante. La visione dell'arte"

Da Lunedì 22 Febbraio 2021 alle ore 13:00 a Mercoledì 31 Marzo 2021 alle ore 13:00

Premessa e finalità

Come già avvenuto nelle passate edizioni, la Fondazione intende valorizzare non solo l’evento espositivo dal tema “Dante. La visione dell’arte”, in programma presso i Musei San Domenico dal 1° aprile all’11 luglio 2021, ma anche l’intero patrimonio culturale della comunità, sollecitando l’associazionismo e gli enti coinvolti affinché si rendano ideatori e protagonisti di interventi e iniziative culturali di pregio volti a metterlo pienamente in luce.

Scheda sull’evento:

Un anniversario non è mai solo un anniversario. Celebrare Dante nel 2021, nel 7° centenario della morte, significa celebrare il fondamento culturale dell’Italia e della sua civiltà. In linea con questo spirito, nell’ambito delle celebrazioni promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, le Gallerie degli Uffizi e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì realizzeranno la grande mostra nazionale ‘Dante. La visione dell’arte’, che si terrà negli spazi espositivi dei Musei San Domenico di Forlì dall’1 aprile all’11 luglio 2021. L’attesa esposizione forlivese, la sedicesima, affronterà non solo la raffigurazione delle cantiche della Divina Commedia che ha ispirato nei secoli schiere di artisti, ma anche i temi della poetica e della vicenda dantesca in rapporto alle arti e alla cultura.
Frutto di un sodalizio importante tra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì le Gallerie degli Uffizi, la mostra non è solo occasione per celebrare l’anniversario dantesco: nel momento difficile che il mondo vive, intende essere anche un simbolo di riscatto e di rinascita non solo del nostro Paese, ma del mondo dell’arte e dello spirito di civiltà che essa rappresenta.
Il progetto nasce da un’idea di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, e di Gianfranco Brunelli, Direttore delle grandi mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. I curatori della mostra sono il Professor Antonio Paolucci e il Professor Fernando Mazzocca. La scelta di Forlì come scenario dell’esposizione, è parte di una strategia di valorizzazione di un luogo e di un territorio che non costituisce solo un ponte naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna. Forlì è città dantesca. A Forlì Dante trovò rifugio, lasciata Arezzo, nell’autunno del 1302, rimanendo per oltre un anno presso gli Ordelaffi, signori ghibellini della città. L’esposizione forlivese del 2021 affronta un arco temporale che va dal Duecento al Novecento. Il rapporto tra Dante e l’arte vi è ricostruito per la prima volta interamente. Nel rievocare gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida di rendere in immagini la potenza visionaria di Dante, delle sue opere e in particolare della Divina Commedia, o hanno trattato tematiche simili a quelle dantesche, o ancora hanno tratto da lui episodi o personaggi singoli, sganciandoli dall’intera vicenda e facendoli vivere in sé.

L’esposizione non può non partire da alcune preziose testimonianze (da Cimabue a Giotto, da Lorenzetti a Beato Angelico, da Beccafumi a Vanni, a Michelangelo ad Allori) che hanno ripreso soprattutto il tema del Giudizio Universale.
La mostra passa poi ad illustrare la prima fortuna critica di Dante attraverso le fonti dantesche e le prime edizioni della Commedia e alcuni dei più importanti Codici miniati del XIV e XV secolo.
La ritrattistica sul poeta, almeno fino alla prima metà del XVI secolo, segue lo schema del ritratto degli uomini illustri e sarà documentata in mostra da alcune importanti testimonianze da Andrea del Castagno a Cristofano dell’Altissimo a Vasari. La stessa fortuna del ritratto assumerà, nella forte ripresa ottocentesca, il significato della ripresa della figura dantesca come mitografia della patria: il culto di Dante come culto della nazione. E saranno, tra gli altri, artisti come Ussi, Faruffini, Altamura, Vela, Dupré, Petarlini ha raffigurarne la memoria nuova.
Il tema del rapporto tra Dante e l’antico riguarderà l’effigie dei maggiori autori greci e latini che Dante, a partire naturalmente da Virgilio (documentato in mostra dalMaestro campionese, da Giulio Romano e Albicini), cita lungo la sua produzione dal Convivio alla Commedia, quali Omero, Ovidio, Platone, Aristotele, Cicerone, Seneca, Zenone. Accanto agli autori pagani quellicristiani: da Girolamo ad Agostino, a Boezio, a Tommaso, a Buonaventura, ad Alberto Magno.
Un capitolo fondamentale è dedicato al sogno di Beatrice, alla figura che Dante assume a emblema del rinnovamento dell’arte e delle sue stesse positive passioni (“Lo doloroso amor che mi conduce”), testimoniata, già prima della Commedia, dagli scritti della Vita Nova, cui fanno riferimento soprattutto i Preraffaelliti inglesi, ed in particolare Dante Gabriele Rossetti e Henry James Holiday.
Dopo la breve stagione rinascimentale, rappresentata soprattutto dai dipinti e dai disegni di Michelangelo e i protagonisti del Manierismo come Beccafumi, Vasari, Bronzino, Giovanni Stradano e Federico Zuccari, si passa alla esaltante riscoperta neoclassica e preromantica di Dante, segnata dal genio dei grandi pittori e illustratori che, come Flaxman, Füssli, Blake, Koch, Giani, si sono misurati con la nuova categoria estetica del sublime.
Nella stagione del Romanticismo la fortuna iconografica di Dante e della Divina Commedia è davvero esplosa diventando un fenomeno europeo. Tra gli episodi e i personaggi del poema quelli di Paolo e Francesca, di Farinata, del conte Ugolino, di Pia de’ Tolomei sono quelli che più hanno colpito l’immaginario collettivo creando una nuova mitologia moderna che si è andata sostituendo a quella antica anche nelle scelte degli artisti. I Nazareni tedeschi, i grandi romantici francesi, come Ary Scheffer, Lacomte du Nouy, Prouvé, Bartholdi ma anche il classicista Ingres, e poi ancora gli accademici e i protagonisti del Romanticismo storico in Italia, come Diotti, Sabatelli, Bezzuoli, Morelli, hanno saputo rappresentare e rendere attuali le passioni che agitano i protagonisti del poema, fino agli esiti tardo ottocenteschi e primo novecenteschi di Previati e Boccioni.
Ma sono stati soprattutto gli artisti di origine italiana, a proiettare, con i loro dipinti ispirati agli antichi maestri italiani tra Medioevo e Rinascimento, la vita di Dante e la sua opera (si pensi a Beatrice e non solo quale figura della grazia) nell’immaginario collettivo universale. I vari protagonisti della Commedia, Paolo e Francesca, Farinata, Ugolino, Pia de’ Tolomei, tolti dal sistema complesso di cui fanno parte e fatti oggetto di nuove rielaborazioni e interpretazioni sono diventate figure autonome, vivendo di vita propria, espressione dell’identità degli artisti o simboli di un ethos collettivo del tutto nuovo, che riguardava l’insieme della società otto-novecentesca, in particolare nella figura femminile. Paradigmatico, più di ogni altro, in questo senso è il destino di Francesca da Rimini, che da peccatrice diviene figura di una vera e propria eroina.

Grazie alle audaci sperimentazioni dei geni che hanno traghettato la scultura, come nel caso del francese Rodin e del suo allievo Pina, e la pittura, gli italiani Sartorio, De Carolis, Casorati, nella modernità, il mito di Dante e il suo mondo diverranno simbolo delle inquietudini dell’uomo contemporaneo, alla dolorosa ricerca della propria identità.
Dopo aver raccontato le tre Cantiche della Commedia, la mostra si conclude con opere ispirate, nella loro composizione, dal XXXIII canto del Paradiso, dedicato alla Vergine: “Vergine madre, figlia del tuo figlio/ umile e alta più che creatura/ termine fisso di etterno consiglio”, con artisti quali Matteo di Giovanni, Filippino Lippi, Rosso Fiorentino, Lotto, Bronzino e Michelangelo. E alla raffigurazione del divino (“Luce etterna che sola in te sidi”) con artisti quali Tintoretto.

Destinatari ammissibili

Sono ammessi a presentare richiesta di contributo a valere sul presente Bando, secondo le modalità e procedure di cui al successivo paragrafo “Modalità e termini per la presentazione dei progetti”:
a) gli enti aventi natura giuridica privata e senza scopo di lucro che possano dimostrare una comprovata esperienza in ambito culturale;

b) gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti;

c) gli istituti scolastici di ogni ordine e grado di istruzione (primaria e secondaria).

È inoltre possibile la realizzazione di progetti condivisi attraverso la costituzione di reti di partenariato tra più soggetti non profit che possiedano i requisiti previsti dal Regolamento dell’attività istituzionale della Fondazione. La richiesta dovrà essere comunque presentata da un solo ente capofila che obbligatoriamente dovrà essere un ente culturale, un ente ecclesiastico o un istituto scolastico.
Gli enti richiedenti devono avere la sede legale e/o operativa nel territorio di intervento della Fondazione di cui all’art. 1, comma 3 dello Statuto e devono essere costituiti da almeno 2 anni alla data di presentazione della richiesta.

Tipologie di intervento finanziabili

La Fondazione intende sostenere interventi mirati alla realizzazione di eventi culturali che, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, possono riguardare:

  • creazioni e rappresentazioni artistiche;
  • iniziative in ambito teatrale, musicale e coreutico;
  • eventi espositivi, installazioni e proiezioni;
  • convegni, visite guidate, iniziative di valorizzazione del patrimonio storico-artistico;
  • progetti legati all’arte e all’uso di nuove tecnologie.

Va ovviamente precisato che le proposte progettuali dovranno necessariamente tenere conto delle misure di sicurezza e di distanziamento sociale indicate tempo per tempo dalle normative previste nel caso di manifestazioni pubbliche (qualora consentite).
E proprio per sostenere ulteriormente gli Enti in tale maggiore impegno – nonché per supportarli in eventuali iniziative finalizzate a nuove forme di esperienza culturale, in particolare grazie alla digitalizzazione – la Fondazione (come meglio indicato nel successivo paragrafo “stanziamento e tipologia del contributo”) ha incrementato la percentuale massima di cofinanziamento prevista sino all’80% del costo totale del progetto.
Inoltre, in considerazione delle molteplici iniziative che – a livello nazionale – caratterizzano nel corrente anno le celebrazioni dantesche, l’iniziativa oggetto della proposta progettuale (nonché i singoli eventi) dovranno essere avviati nel periodo di realizzazione della mostra ma potranno concludersi anche successivamente alla chiusura dell’evento espositivo forlivese, sino al 31 dicembre 2021.

Tipologie di intervento e di costo NON finanziabili

Non sono ammesse al presente Bando le seguenti tipologie di intervento:
• iniziative già in atto alla data di presentazione della richiesta o che prevedano azioni successive al 31 dicembre 2021;
• attività rientranti nelle attività ordinarie o abitualmente promosse dagli enti proponenti;
• progetti configurabili come iniziative unicamente editoriali, di qualsiasi tipo.

Si precisa inoltre che non sono ritenute ammissibili voci di spesa quali:
• realizzazione di materiali editoriali (pubblicazioni di atti o volumi, CD, DVD, etc.);
• buffet, pranzi o cene;
• acquisto di biglietti o emissione di buoni/coupon (incluso l’eventuale trasporto da e per la sede museale e il servizio di guida) finalizzati alla visita dell’evento espositivo;
• spese o rimborsi non strettamente collegati alla realizzazione dell’iniziativa, in particolare sotto il profilo temporale;
• compensi/rimborsi di qualsiasi natura a persone che ricoprono cariche dell’ente proponente (o degli enti partner);
• spese per ideazione e direzione artistica, progettazione, organizzazione, tutoraggio e ad esse assimilabili;
• acquisto di attrezzature e beni durevoli (ad eccezione di quelli finalizzati al rispetto delle normative tempo per tempo vigenti sul contenimento della diffusione del coronavirus o alla digitalizzazione) o di beni/prodotti destinati alla vendita;
• costo orario del personale dipendente (docenti, personale amministrativo e di segreteria), per i progetti presentati dagli istituti scolastici (individualmente o in qualità di capofila).

Stanziamento e tipologia di contributo
Il Bando ha una dotazione complessiva massima di euro 50.000,00.
Il contributo richiesto alla Fondazione non potrà superare l’80% del costo complessivo previsto per la realizzazione dell’iniziativa (cofinanziamento del 20%). I costi residui, non coperti dall’intervento della Fondazione, dovranno essere sostenuti dal proponente con risorse proprie o tramite contributi di terzi. Si segnala che, in sede di valutazione, verrà attribuito un punteggio aggiuntivo alla proposta progettuale qualora preveda un cofinanziamento superiore al 20%.
Si precisa infine che, nel caso di proposte progettuali presentate da istituti scolastici (individualmente o in qualità di capofila), il contributo richiesto potrà essere anche pari al costo complessivo di realizzazione dell’iniziativa.

Modalità e termini per la presentazione dei progetti

Le proposte progettuali dovranno essere presentate utilizzando esclusivamente l’apposita procedura online accessibile dal sito istituzionale della Fondazione dalle ore 13,00 di lunedì 22 febbraio 2021 alle ore 13,00 di mercoledì 31 marzo 2021.
Le domande pervenute in tempi diversi o con modalità differenti da quanto indicato nel presente Bando e nella procedura online non verranno ammesse.
In fase di predisposizione e presentazione della proposta progettuale, la Fondazione si rende disponibile a fornire ogni informazione o indicazione agli enti interessati in merito ai contenuti, alle caratteristiche e peculiarità dell’evento espositivo “Dante. La visione dell’arte”.
Nel caso in cui sia indicato, quale luogo di realizzazione del progetto/iniziativa, uno spazio di proprietà di un soggetto diverso rispetto all’ente richiedente (ad esempio l’Amministrazione Comunale o un soggetto privato) la richiesta dovrà necessariamente essere corredata da una dichiarazione di disponibilità del proprietario alla fruizione della location per le iniziative prospettate.

Nel corso dell’esame istruttorio la Fondazione si riserva inoltre la possibilità di richiedere documentazione integrativa, effettuare verifiche preventive o realizzare incontri di approfondimento mirati a una migliore definizione del progetto: in tali occasioni, si potranno valutare eventuali modifiche e/o integrazioni rispetto alla soluzione progettuale iniziale con riguardo, in particolare, al calendario, alle modalità, al contenuto o al piano economico proposti, ferma restando la facoltà del Consiglio di amministrazione della Fondazione di accogliere o respingere – in tutto o in parte – i progetti presentati.

Caratteristiche del progetto e criteri di valutazione

La Fondazione valuterà le iniziative proposte secondo i seguenti criteri di valutazione:

A. Valore e impatto culturale (max 50 punti):
1) chiarezza, coerenzae ampiezza della proposta progettuale rispetto al tema dellaMostra,agliobiettivi del Bando e ai potenziali destinatari;
2) innovatività dell’idea progettuale;
3) capacità di valorizzare il patrimonio culturale, storico-artistico dei territori di riferimento.

B. Fattibilità e sostenibilità (max 20 punti):
1) effettiva realizzabilità e congruità della previsione di spesa e del contributo richiesto;
2) entità del co-finanziamento.

C. Capacità di fare rete e competenza delle organizzazioni proponenti (max 30 punti):
1) ampiezza della rete (numero di organizzazioni e numero di persone coinvolte nella realizzazione del progetto), diversificazione delle competenze interne e analisi delle attività e delle esperienze in attività progettuali simili già realizzate da parte del/i soggetto/i proponente/i;
2) capacità di attivare diversi ambiti territoriali;
3) analisi della coerenza tra le attività progettuali e le competenze in capo al/i soggetto/i proponente/i.

Esito della selezione e modalità di erogazione del contributo

L’esito della selezione verrà comunicato esclusivamente tramite l’area riservata. In caso di valutazione positiva, verrà data specifica comunicazione al beneficiario dell’importo assegnato insieme all’apposita modulistica per l’accettazione indicante le modalità di erogazione e liquidazione del contributo.
Qualora, a seguito di eventuali approfondimenti e confronti, emergano variazioni progettuali o integrazioni, l’ente beneficiario – su indicazione della Fondazione – è tenuto ad aggiornare la propria posizione progettuale, pena la decadenza del contributo.
I termini e le condizioni di validità del contributo indicati nel modulo di accettazione decorrono dalla data di sottoscrizione del modulo stesso.
In nessun caso il contributo deliberato potrà essere corrisposto qualora l’iniziativa non abbia avuto svolgimento entro il 31 dicembre 2021.
Si precisa infine che del contributo deliberato nell’ambito di tale Bando si terrà conto in occasione di ulteriori richieste presentate alla Fondazione nel corso dell’anno 2021, nell’eventualità in cui la limitata residua disponibilità di risorse lo imponga.

Attività e forme di comunicazione

L’ente beneficiario è tenuto a concordare preventivamente con la Fondazione ogni attività e forma di comunicazione della collaborazione realizzata. Non è consentito divulgare e utilizzare il logo della Fondazione per finalità diverse da quelle espressamente autorizzate dalla Fondazione stessa. La Fondazione si riserva la possibilità di dare comunicazione autonoma degli esiti del presente Bando e dei singoli progetti sostenuti attraverso i propri strumenti e canali di comunicazione.


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